QUALITÀ DELLA VITA

IL DIRITTO ALL’INSERIMENTO LAVORATIVO

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Articolo 4
“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”
DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO
Articolo 23
1. Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.
2. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro. (…)
CONVENZIONE ONU SUI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITÁ
Articolo 27 – Lavoro e occupazione
1.Gli Stati Parti riconoscono il diritto al lavoro delle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri; segnatamente il diritto di potersi mantenere attraverso un lavoro liberamente scelto o accettato in un mercato del lavoro e in un ambiente lavorativo aperto, che favorisca l’inclusione e l’accessibilità alle persone con disabilità. (…)

Come si deduce anche da questi Articoli della Costituzione della Repubblica Italiana, della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo e della Convezione ONU, il diritto al lavoro è uno dei diritti fondamentali per la qualità della vita delle persone. Anffas Milano è impegnata da sempre a garantire la sua applicazione nei confronti delle persone più fragili, in un percorso che implica una vera e propria rivoluzione culturale, il cui traguardo purtroppo è ancora lontano. Un dato esemplificativo: secondo alcune stime si attesta al 20% circa la quota di persone con disabilità impiegate (tra gli aventi la possibilità di esserlo).
L’importanza del lavoro quale elemento centrale nella vita di una persona acquista particolare rilievo quando si tratta di una persona fragile, poiché il lavoro è una delle forme più alte di crescita umana, espressione e affermazione di sé e delle proprie qualità; è ciò che lega l’individuo alla realtà e rafforza l’identità personale, conferisce valore alle capacità, anche minime, di una persona e alla sua appartenenza sociale. La persona con disabilità che lavora, per esempio, anziché essere oggetto di assistenza, diviene soggetto attivo, un lavoratore, appunto, che dà un proprio contributo alla società. Sentirsi capaci di fare qualcosa che gli altri apprezzano riempie di significato e permette alla persona di avere maggior considerazione di sé e mettere in atto dei comportamenti responsabili, misurati, equilibrati.
Vogliamo quindi un lavoro come realizzazione piena della persona che le consenta di uscire dal circuito assistenziale. Un lavoro come volano che aiuti a costruire un’identità sociale, un’autonomia di vita, un ruolo da cittadino vero. Un lavoro per costruire partecipazione e relazioni. Un lavoro in un contesto aziendale che sia in grado di accogliere la persona fragile in modo inclusivo e che la valorizzi nelle sue capacità e potenzialità. In un contesto aziendale dove l’isolamento e la discriminazione non esistano, dove le diversità siano tutelate e rispettate e dove sia posta massima attenzione alla qualità delle relazioni. In un contesto aziendale come luogo di appartenenza delle persone in cui chi ci lavora possa sentirlo come parte della sua vita, mettendosi realmente in gioco nel sostenere i processi di cambiamento che l’ingresso di persone fragili innesca.

Condividi